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STAFFOLO

Staffolo è situato sul dorso di una formazione collinare a 442 metri di altezza. Per la sua posizione, con un panorama a 360 gradi che spazia dalla valle del fiume Esino a quella del Musone, è anche denominato "Balcone della Vallesina": a nord lo sguardo giunge fino al mare Adriatico e a sud la corona dei monti è dominata dalla singolare sagoma del San Vicino. Il territorio si estende per una superficie di 27,6 km quadrati, su una campagna dalle morbide ed eleganti colline tappezzate dalle varie coltivazioni. Staffolo è facilmente raggiungibile dai principali centri del fondovalle e della costa: Ancona dista 46 chilometri, percorribili in parte tramite superstrada e in parte con la strada provinciale, mentre solo 16 chilometri la dividono da Jesi e 30 dall'aeroporto "Raffaello Sanzio" di Falconara.


La Storia

Per le origini di Staffolo viene chiamato in causa anche il mito. Secondo una certa favolistica, infatti, a dare vita a questo centro collinare sarebbe stato Staphilo, figlio di Arianna e di Teseo, che scoprì l'uva e inventò il vino. L'ipotesi storica più probabile sulle origini dell'abitato di Staffolo è quella che ritiene il centro sorto nel VI-VII secolo dopo Cristo, probabilmente sul sito occupato da un preesistente villaggio romano. Nel XIII secolo nasce come libero comune, ma deve più volte sottomettersi a Jesi. La città costringe Staffolo a porsi sotto la sua protezione. Gli anni di soggezione alla Respublica Aesina sono anche caratterizzati da episodi militari cruenti fino a che, nel 1297, il Podestà jesino a Staffolo viene deposto e i poteri passano ad uno staffolano. Nella seconda metà del XIV secolo, ricostruite le mura, Staffolo consolida di nuovo la propria autorità comunale ma nel 1433 viene occupato da Francesco Sforza, che vuole crearsi un dominio nella Marca Pontificia. Intorno alla metà del '500 la comunità staffolana dà segni di grande ripresa civile ed economica. Ritornato nell'ambito dello Stato della Chiesa, Staffolo continua ad orbitare intorno al comune di Jesi, di cui segue le vicende politiche ed istituzionali fino all'epoca napoleonica. Nel 1861fu inserito nello Stato italiano come Comune della provincia di Ancona.


Cosa Vedere

Il nucleo storico di Staffolo è circondato da una fortificazione che conserva ancora l'impianto originario: in essa si distinguono due bastioni, uno a pianta quadrata e l'altro a pianta circolare, detto dell'Albornoz. Le uniche due porte di accesso al centro storico sono Porta San Martino e Porta Venezia. E, appena entrati da quest'ultima, si incontra la chiesa di Sant'Egidio, la cui facciata conserva un bel portale del XIII secolo ad archi concentrici ed una monofora, appartenente sempre all'originaria costruzione romanica. La chiesa, rinnovata nel Cinque-Seicento, contiene al suo interno un polittico del cosiddetto maestro di Staffolo ed una predella lignea rappresentante "Incoronazione, Visitazione, Natività della Vergine", attribuita alla scuola del Lotto. Pochi anni fa, in occasione di alcuni restauri, sono poi venuti alla luce due affreschi che ritraggono le immagini dei Santi Rocco e Biagio. Sempre all'interno del borgo medievale, percorrendo strade selciate che serbano angoli caratteristici e scorci suggestivi, ci si imbatte nella Chiesa di San Francesco costruita nel XIII secolo. Conserva un'importante tela dell'urbinate Filippo Bellini raffigurante la Madonna col Bambino tra San Rocco e San Sebastiano. Fra gli edifici civili, sono di un certo interesse dal punto di vista architettonico il palazzo delle Logge, antica residenza delle Magistrature, e l'attuale Palazzo del Comune, ex sede del Monte di pietà e del Monte frumentario. Uscendo dal centro, merita una visita la chiesa di Santa Maria della Castellaretta, piccolo gioiello di arte barocca.

Museo dell'arte del vino
Il museo è sistemato nei suggestivi scantinati del palazzo dell'ex ospedale, dove trova spazio anche l'Enoteca comunale. Nel museo sono stati raccolti pezzi arcaici della tradizione vitivinicola che a Staffolo vanta origini antichissime: torchi, tini, botti, tinozze, sgranatrici, pigiatrici, secchi ed altri oggetti ed utensili. Il pezzo di maggior interesse della collezione è rappresentato da un antico e prezioso esemplare di torchio in quercia, con la base in pietra scolpita ed i supporti in rovere, che reca la data 1695; in perfetto stato di conservazione, è probabilmente uno dei più antichi torchi esistenti in Italia.


Sagre paesane e feste 

Festa del Verdicchio, seconda settimana di agosto - Si protrae per un'intera settimana. Accanto al tono folcloristico, è un momento importante per dare risalto agli alti livelli quantitativi e qualitativi raggiunti dal vino che si produce in questo paese che ha meritato l'appellativo di "Colle del Verdicchio".

Premio nazionale della Gastronomia "Verdicchio d'Oro", terza domenica di settembre - Istituito nel 1966, è una delle principali manifestazioni a livello nazionale, dedicata al Verdicchio. Si tratta di una tavola rotonda sul Verdicchio nella gastronomia, con la cerimonia di premiazione che si svolge nel suggestivo scenario della Collegiata di San Francesco. Nelle varie edizioni sono intervenute personalità della cultura, dello spettacolo e del giornalismo.

Festa delle noci, seconda domenica di settembre - Ultracentenaria festa della Contrada Castellaretta, si tiene sul sagrato della chiesa di Santa Maria.

Festa del patrono, San Egidio, 1 settembre - Celebrazioni religiose.

Pasquella - Tradizionale canto della Passione da parte del Gruppo Folcloristico "Colle del Verdicchio". Il Gruppo, con questa manifestazione, si pone l'intento di recuperare e diffondere tradizioni popolari locali.

Pasqua musicale - Concerto della Banda Musicale di Staffolo che presenta il programma musicale annuale.

Festival internazionale del Folklore, prima domenica di agosto - Rassegna di gruppi italiani e stranieri.

Musica in Festa 30,31 agosto e 1 settembre - Annuale appuntamento con le migliori Bande Musicali provenienti da varie parti d'Italia che si esibiscono in concerto.

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