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SAN MARCELLO

Antico borgo racchiuso entro la cinta muraria, San Marcello sorge su di un colle a 231 metri di altezza sul livello del mare. Il suo territorio si estende per 25,5 chilometri quadrati, lungo la riva sinistra del fiume Esino, a nord-ovest della città di Federico II, distante appena 9 chilometri. Il paese e la frazione Acquasanta ospitano una popolazione di circa 2.000 persone. E fra le caratteristiche che fanno apprezzare San Marcello non solo ai suoi abitanti ma anche ai visitatori vi sono la tranquillità, la mirabile presenza di richiami storici ed artistici, le tradizioni e le specialità culinarie. Per raggiungere il centro collinare, lontano 30 chilometri dal capoluogo di regione, si può sfruttare l'autostrada A 14 uscendo ad Ancona nord, o percorrere la strada statale. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Jesi, mentre l'aeroporto di Falconara si trova a circa 20 chilometri.


La Storia

Il primo insediamento umano nel territorio di San Marcello si fa risalire intorno all'anno Mille. Quando un gruppo di frati benedettini, che aveva bonificato la valle dell'Esino, si trasferisce dall'abbazia di Moie verso le colline della zona posta a sinistra del fiume, costruendo sul punto più alto un monastero e la chiesa dedicata a San Marcello papa. Il 1234 è l'anno che segna la fondazione del paese, collegata ad una "emigrazione" che vede un gruppo di uomini, per volontà e su richiesta del comune di Jesi, insediarsi sulla sommità del monte di San Marcello in cambio di appezzamenti di terreno. Il gruppo di cittadini si rende tuttavia ben presto autonomo dal comune di Jesi.
Distrutto verso la metà del Trecento, durante le lotte fra guelfi e ghibellini, il castello di San Marcello viene ricostruito nel 1429, completo di mura e porte. Nel 1511 ottiene dal Preside di Jesi, primo fra i Castelli del Contado, il privilegio di porre sullo stemma il Leone rampante incoronato e qualche decennio più tardi, nel 1579, si vede riconosciuta l'autonomia amministrativa, affiancandosi a Jesi, come disposto dal Governo pontificio. Dopo tale data la storia di San Marcello coincide con quella della Vallesina alternando a periodi di floridezza economica e vitalità sociale, altri di crisi e depressioni. Nel 1808, con la scissione di Jesi dai suoi Castelli, diviene Comune autonomo e con l'Unità nazionale è annoverato tra i Comuni ricadenti nella provincia di Ancona.



Cosa Vedere

Ancora ben conservate, le mura castellane di San Marcello si presentano intercalate da torrioni quadrangolari e cilindrici. All'ingresso sud del paese, appena fuori del torrione rotondo, si incontra la chiesa di Santa Maria del Rosario, edificata nel 1508 e ricostruita un secolo più tardi. Al suo interno è conservata una mirabile tela di Andrea da Jesi, raffigurante una "Madonna con Bambino tra S. Francesco d'Assisi e S. Antonio Eremita", e "Crocifissione" nella lunetta: la tavola per "la vaghezza del paesaggio, la grazia delle movenze e la quiete della composizione", richiama, secondo il critico Alcibiade Moretti, "i più eccellenti dipinti della scuola raffaellesca". Nella chiesa è anche custodita una tela di Antonino Sarti raffigurante la "Madonna con Bambino e Santi" del 1618. La chiesa di San Giuseppe, all'interno della cinta muraria, è stata restaurata dopo il terremoto del 1930 e conserva una tela di Giuseppe Bottani, datata 1748. Particolare il campanile dell'edificio, che costituisce un esempio abbastanza raro per le facce disuguali. Poco lontano si trova la chiesa parrocchiale di San Marcello, costruita nel 1693 e consacrata al santo protettore l'anno successivo. La facciata è stata completamente rifatta mentre al suo interno sono conservati sei altari settecenteschi, oltre a due notevoli dipinti: "San Marcello" di ignoto (inizio del XVIII secolo) ed una "Deposizione" attribuita in un primo momento al Lilli ed oggi, dopo un restauro, a Camillus Pacerius Urbinas (1587) che l'ha firmata. Fra gli altri edifici di interesse architettonico, vanno segnalati il rinascimentale Palazzo Marcelli, la torre civica e il teatro comunale, un piccolo gioiello attualmente in corso di restauro.


Sagre paesane e feste 

Sagra della salsiccia - E' una tipica festa popolare che si tiene il lunedì di Pasqua. La salsiccia viene, generalmente, cotta alla brace e fa da contorno a numerosi piatti tipici a base di carne di maiale.

Festa del Sammarcellese lontano - E' una festa che si svolge nel mese di agosto in onore degli emigranti, che si conclude con un pranzo comunitario. Infatti, a San Marcello, così come in altri comuni della Vallesina, si è verificato negli ultimi decenni un esodo della popolazione locale verso quelle città che maggiormente offrivano posti di lavoro. Ciò nonostante gli abitanti non dimenticano il loro paese originario e ritornano ogni estate per potervi ritrovare le atmosfere familiari.

Festa del patrono San Marcello, 16 gennaio - Celebrazioni religiose

Palio Sammarcellese - Si tratta di una caratteristica sfida fra contrade, in occasione della quale viene anche organizzata una corsa di somari. Si svolge nell'ultima domenica di luglio con grande partecipazione di pubblico. Anche in questa occasione vengono allestiti stand gastronomici con degustazione di prodotti tipici del luogo, innaffiati dal "Verdicchio" e dal "Lacrima di Morro d'Alba".

 

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