In una posizione amena, a cavallo fra le colline che
dividono le vallate dell'Esino e del Misa, sorge l'antico
castello di Montecarotto, su un poggio a 388 metri sul
livello del mare. Il territorio, tappezzato di vigneti dai
quali si produce il rinomato Verdicchio doc., è vasto 24
chilometri quadrati mentre la popolazione, accentrata in
paese, ammonta a circa 2140 abitanti. Montecarotto dista da
Jesi 18 chilometri mentre 47 lo dividono dal capoluogo di
regione. Il centro collinare è ben collegato alla rete
ferroviaria della linea Ancona-Roma grazie ad una strada di
10 chilometri che lo unisce alla stazione di
Montecarotto-Castelbellino, costruita nel fondovalle. Lo
stesso tratto viario porta anche all'imbocco della
superstrada, parallela all'asse ferroviario.
La Storia
Sembra che la Pieve di Montecarotto si sia costituita nel VI
secolo dopo Cristo ed ebbe il massimo sviluppo intorno al
Mille. Per l'origine del Castello di Montecarotto, e quindi
la sua successiva costituzione in libero Comune, si può
allora supporre una serie di passaggi che dal latifondo
porteranno al fondo, alla pieve, al castello. La prima
notizia storica del paese risale al 1248, quando il cardinal
Raniero, vicario del papa, conferma il possesso del Castello
di Montecarotto al comune di Jesi, che era in piena fase di
conquista del Contado. Il Castello divenne comunque uno dei
più importanti, secondo solo a Massaccio (Cupramontana),
sia per numero di abitanti, sia per forza sociale ed
economica, costantemente in prima linea nella secolare lotta
per la rivendicazione di condizioni di parità politica,
fiscale ed umana nei confronti dell'oligarchia cittadina.
Superato un periodo turbolento, durato fino alla prima metà
del XV secolo, legato alle vicende della Signoria jesina, a
Montecarotto emerse il desiderio di ricostruzione che si
tradusse anche in opere architettoniche, come il
completamento della monumentale cinta muraria, e in un
generale risveglio culturale. Con la costituzione del Regno
d'Italia napoleonico, cessava definitivamente l'antico
rapporto fra Jesi e i Castelli del Contado, che acquistavano
autonomia amministrativa confermata anche al momento del
ritorno del Governo pontificio. L'annessione delle Marche al
Regno d'Italia, nel 1860, significò un riconoscimento del
ruolo di rilievo di Montecarotto, che fu promosso a
capoluogo di Mandamento, nella cui giurisdizione erano i
comuni di Serra dei Conti, Poggio San Marcello, Castelplanio,
Mergo e Rosora.
Cosa Vedere
Montecarotto colpisce il visitatore anzitutto per la sua cinta
muraria, che rappresenta una delle più notevoli
fortificazioni della Vallesina. Il circuito è rimasto
praticamente intatto nel suo aspetto cinquecentesco, ad
eccezione di una porta con la torre civica sovrastante,
demolita nel 1903, e della porta di Mezzogiorno, aperta per
agevolare la circolazione in centro nel 1882. I due torrioni
rimasti, uno cilindrico poderoso e provvisto di merlature, e
uno poligonale, si affacciano entrambi sulla piazza Vittoria
e sono ancora oggi comunicanti grazie ad un percorso coperto
a quota del cammino di ronda. Entrati nel Castello, nella
parte più alta del paese, punto di raccordo delle varie
strade, si erge la Chiesa Collegiata, costruita alla
fine del Settecento su una preesistente chiesa parrocchiale
del 1400, innalzata a sua volta sui ruderi del castello
medievale e della relativa rocca. Nella Collegiata sono
conservate pregevoli opere d'arte: una tela raffigurante una
"Madonna incoronata con angeli e santi" del 1588,
opera di Ercole Ramazzani; una scultura lignea del Cristo,
di Corrado Teutonico del secolo XVII; una tela di Antonino
Sarti raffigurante una "Immacolata e santi", del
secolo XVII; una croce processionale di argento sbalzato e
cesellato, di oreficeria jesina del secolo XVI. Interessanti
anche una tela con "Annunciazione", del XVIII
secolo, e un quadro raffigurante una "Madonna con
Bambino" di scuola Raffaellesca, del secolo XVI-XVII.
La chiesa di San Filippo, del XVII secolo, merita una
visita soprattutto per ammirare, al suo interno, una
"Madonna con Bambino" di pregevole fattura. Nella chiesa
del Crocefisso, settecentesca, è custodito un
interessante Crocefisso, opera del Bornoni, del secolo XVII.
La chiesa conventuale di San Francesco, costruita nel 1612,
ha un portone artistico e presenta un notevole bassorilievo
con "L'Adorazione di S. Francesco", mentre
all'interno è custodita una valida opera di Antonio Massi
di Jesi del XVII secolo, raffigurante una "Natività".
Fra gli altri edifici, vanno segnalati Palazzo Baldoni,
del XVIII secolo, con giardino pensile sulle mura
castellane, e il Teatro, costruito nel 1877
dall'architetto jesino Raffaello Grilli e realizzato nell'ex
convento di S. Francesco, attualmente in corso di restauro
Museo della Mail Art
Fondato nel 1984, rappresenta il solo museo pubblico
italiano dedicato alla Mail Art. E' attualmente collocato in
alcuni locali attigui al teatro comunale ed è stato
costituito grazie alle donazioni di alcuni dei più noti
maestri italiani di quest'arte. La Mail Art, ovvero arte per
corrispondenza, si propone di sfruttare i canali postali
mondiali per la circolazione e la divulgazione di opere di
piccola dimensione, realizzate da artisti collegati fra loro
da iniziative libere o tematiche. Le prime forme di arte
postale risalgono agli inizi del XX secolo, praticate dai
Futuristi, dal movimento Dada e da quello Surrealista,
stimolati da Ray Johnson e dalla sua Scuola per
Corrispondenza fondata a New York nel 1962.
L'esposizione di Montecarotto, che illustra anche la storia
e l'evoluzione dell'incisione dal secolo XVI ai nostri
giorni, con particolare riferimento alle cartoline postali,
raccoglie inoltre opere grafiche di Orfeo Tamburi, Ernesto
Treccani, Pericle Fazzini, Umberto Mastroianni, Arnaldo
Ciarrocchi, Francesco Rossini, Sepo ed altri.
Sagre paesane e feste
Verdicchio in festa - La festa consiste in una
serie di manifestazioni che si svolgono da luglio a
settembre. Fra queste vi è il "Il palio del
Verdicchio": sfida sportiva di carattere dilettantesco
che si articola attraverso varie discipline, nelle quali si
confrontano tutti i Comuni della zona di produzione del vino
Verdicchio. La festa prevede inoltre convegni su temi
riguardanti la viticoltura; mostra di attrezzi enologici;
mostra fotografica sulle realtà produttive del Verdicchio;
mostra mercato dei vini marchigiani che avviene nel mese di
settembre.
La Pasquella - Festa caratteristica per la sua
antica origine, contraddistinta dai canti rituali di questua
organizzati nel giorno dell'Epifania. Riprende la
consuetudine per cui il canto di Pasquella viene portato da
squadre di cantori casa per casa come augurio di salute, di
benessere e di abbondanza, in cambio di piccole offerte di
denaro, cibo e vino. Durante la festa ai visitatori vengono
offerte castagne arrosto e vin brulè.
Festa del patrono, San Placido, e Fiera - E' una
festa religiosa che si svolge nell'ultima domenica di
settembre o nella prima domenica di ottobre. In
quest'occasione si organizza lungo le vie cittadine
un'importante fiera-mercato di prodotti di ogni genere.
Le aziende
Azienda Vinicola Moncaro
Orario di visita, dalle ore 8,00 alle 12,00 e dalle 14,00 alle 20,00. Il sabato dalle 8,00 alle 12,00.