Cupramontana, riconosciuta come la "capitale del vino
verdicchio", è situata a 505 metri di altitudine e si
estende su un territorio di 26,8 chilometri quadrati. Il
paese ha vocazione agricola ma si va affermando anche come
meta alternativa per soggiorni estivi. Il clima e lo
straordinario panorama permettono di alternare lo sguardo
dall'azzurro del mare a quello della sagoma, in lontananza,
del monte San Vicino. Il rinomato Verdicchio classico dei
Castelli di Jesi trova qui il maggior centro di produzione.
Posta a sud-ovest di Ancona, è lontana appena 30 chilometri
dal litorale adriatico ed è facilmente raggiungibile
percorrendo la superstrada Ancona-Fabriano, per ferrovia
scendendo alla stazione di Castelplanio-Cupramontana o anche
facendo scalo all'aeroporto di Falconara. La città più
vicina, Jesi, dista 18 chilometri.
La Storia
Le origini di Cupramontana vanno ricercate in tempi remoti,
come fanno supporre interessanti scoperte di materiale
archeologico nel suo territorio. La città di Cupra è di
origine preromana, fondata probabilmente dagli Umbro-Sabini
nel VI-V secolo avanti Cristo. In seguito passò sotto il
dominio romano e riuscì a diventare un importante
municipium. Dopo lo splendore dell'epoca romana attraversò
un periodo buio dovuto alle pesanti devastazioni che subì
durante le invasioni barbariche e la guerra greco-gotica (VI
secolo d.C.). Il sito primitivo fu abbandonato dalla
popolazione che tuttavia per ragioni di sicurezza e di
sopravvivenza cominciò a raggrupparsi per dare vita, sulla
sommità della collina a poca distanza dall'antico
insediamento romano, ad un piccolo nucleo abitato. Intanto
il nuovo sito si andò trasformando fino ad assumere
l'aspetto di un poderoso castello, cui venne dato il nome di
Massaccio attestato per la prima volta in un documento del
XII secolo. Consistente ed operosa fu la presenza dei monaci
benedettino-camaldolesi che negli anni attorno al Mille
fondarono, nell'ambito del territorio, diversi monasteri e
romitori: il più conosciuto è l'Eremo dei Frati Bianchi.
Dal primo decennio del Duecento il Castello entrò
nell'orbita della vicina Jesi e ne seguì le vicende
storiche e politiche assurgendo a centro più importante di
tutto il Contado. L'antico nome di Cupramontana fu
ripristinato nel 1861, dopo l'ingresso nel Regno d'Italia.
Cosa Vedere
Cupramontana è un centro collinare ricco di tesori storici
ed artistici. La visita, che si rivelerà suggestiva e densa
di sorprese, può iniziare dalla zona archeologica,
situata nei pressi dell'attuale cimitero, dove rimane il
tracciato delle terme di epoca romana. In via Bovio sono
ubicati i resti del contenitore dell'acquedotto, ugualmente
d'epoca classica. Frammenti di lapidi dello stesso periodo
sono inoltre conservati nel Palazzo comunale,
costruito su disegno dell'architetto cuprense Mattia
Capponi, dal 1777 al 1785. Si tratta di un importante
edificio di stile neoclassico con torre civica a vela, sede
anche della Biblioteca comunale, la quale ha in dotazione
volumi del Cinquecento ed incunaboli. Di stile neoclassico
è anche la chiesa Collegiata di San Leonardo,
edificata nel 1760 su disegno di Cristoforo Moriconi.
All'interno, sul primo altare di destra, si può ammirare la
"Circoncisione" (1615), capolavoro del pittore
jesino Antonino Sarti. La chiesa conserva inoltre una tela
di Marcantonio di Andrea da Jesi, del 1492, ed un paliotto
in legno scolpito, realizzato nel 1681 dall'artista cuprense
Andrea Scoccianti, definito il "Raffaello delle
Fogliarelle". La chiesa di Santa Maria della
Misericordia, risalente al Quattrocento ma ricostruita
all'inizio dell'Ottocento da un allievo dell'architetto
Capponi, custodisce al suo interno un notevole affresco
raffigurante la "Madonna della Misericordia"
dovuto a Dionisio, Girolamo e Gioacchino Nardini, datato
1497. Un altro affresco quattrocentesco venne rinvenuto
durante la ricostruzione, nel 1809, ed è ora collocato
presso la locale Cassa di Risparmio. Sempre nel centro
storico si incontra la chiesa di San Lorenzo
(1771-1787), realizzata da Mattia Capponi e considerata, per
proporzionalità ed eleganza, il suo capolavoro. L'interno
è ritmato da colonne con capitelli corinzi mentre l'abside
è arricchito di rosoni a stucco. Vi sono conservate cinque
tele di Pietro Locatelli di Roma.
Fuori del paese, proseguendo verso sud, ci si imbatte nella
abbazia del Beato Angelo, dove è custodita una
pregevole tela con "Incoronazione della Vergine"
di Pier Francesco Fiorentino (1496), mentre a nord, poco
distanti da Cupramontana, si trovano la chiesa di San
Giacomo della Romita, in origine priorato monastico
camaldolese e ricostruita nel XVIII secolo, e l'Eremo di
San Giuseppedelle Grotte o dei Frati Bianchi,
così chiamato a causa di grotte scavate nell'arenaria,
abitate nel '200 dagli eremiti. Qui si sviluppò, nei secoli
XIV e XV, un complesso di costruzioni ristrutturato poi alla
fine del Settecento ed ora in completa rovina. Fuori del
paese, nella frazione di Poggio Cupro, si possono ammirare i
resti del castello medievale; al suo interno, nella chiesa
di San Salvatore, è conservata la più antica
immagine affrescata di San Floriano giunta fino a noi.
Museo internazionale dell'etichetta da vino
Il museo, inaugurato nel 1987, costituisce una raccolta
singolare e, almeno per ora, unica nel suo genere:
espressione emblematica della vocazione vitivinicola del
territorio del Comune. Nella sede della dimora gentilizia di
Palazzo Leoni sono esposte oltre 60.000 etichette che
formano un patrimonio, fra l'altro in continuo aumento, in
grado di soddisfare la curiosità e catturare l'interesse
non solo degli appassionati di cose legate al vino. Il museo
è articolato in tre sezioni: nelle prime due sale sono
esposte etichette provenienti da tutto il mondo raggruppate
o in base ad un criterio tematico (nella prima sala
etichette con uccelli, coppe, soggetti tratti dal mondo
dello sport), o per provenienza geografica. Sono qui
raccolte anche le etichette di ditte cuprensi degli anni
'50, mentre l'esemplare più antico di tutta la collezione
è della ditta Cantucci di Montepulciano e risale al 1880.
Nella seconda sala continuano le esposizioni per soggetto:
musica, danza, mezzi di trasporto. Sono presenti immagini
araldiche, personaggi celebri, soggetti umoristici. La terza
sala è dedicata a progetti e bozzetti realizzati da artisti
italiani e stranieri, fra cui non mancano nomi molto noti.
Periodicamente vengono inoltre organizzate mostre su temi
particolari o su specifiche aree geografiche, con rassegne
dedicate ai principali paesi produttori di vino.
Sagre paesane e feste
Sagra dell'uva - in ordine di tempo è tra le
prime in Italia e senz'altro la più antica delle Marche (la
prima edizione fu celebrata il 23 settembre 1928). Si tiene,
ormai da decenni, nella prima domenica di ottobre. E' la
festa del raccolto ma anche della fecondità della terra, in
questa zona particolarmente ricca di vigneti coltivati a
Verdicchio. La Sagra dell'uva nasce da tradizioni, da una
cultura e da un'economia agricola secolari e si impone come
festa di popolo che per diversi giorni richiama a
Cupramontana migliaia di presenze. Vengono riproposti tutti
gli elementi caratteristici della civiltà contadina: balli
tradizionali, tra cui il "saltarello" presentato
dai gruppi folkloristici locali; i canti, quelli che si
facevano nei campi, eseguiti oggi da singoli o da gruppi con
gli strumenti di allora, come la fisarmonica e l'organetto.
Nell'ambito della manifestazione si svolge poi il
"Palio del Verdicchio", ossia una gara di
pigiatura con i piedi, proprio come veniva fatta nei secoli
passati. Il clou della sagra è rappresentato dalla sfilata
dei carri allegorici o vendemmiali, dove le contrade e le
frazioni del paese presentano ciascuna un loro carro.
Durante la manifestazione vengono predisposti stand per la
distribuzione dell'uva e del vino e si possono gustare i
prodotti tipici della gastronomia locale.
Infiorata del Corpus domini - si tratta di una
tradizione iniziata a Cupramontana nel 1948 e che consiste
nel gettare fiori al passaggio della processione del Corpus
Domini, che si è trasformata poi nella decorazione di vie
specifiche con petali colorati. L'infiorata è diventata per
il paese un appuntamento annuale unico per le nostre zone.
Anno dopo anno i disegni sono sempre diversi, mentre i
colori, il giallo delle ginestre, il rosso delle rose, il
verde delle acacie, creano suggestivi quadri. Da omaggio
collettivo di fede, l'infiorata è diventata anche una
manifestazione turistica di indubbia valenza.
Festa di San Salvatore - e' una festa legata alle
celebrazioni religiose in onore del santo patrono del paese.
Ha luogo nei giorni precedenti e seguenti a quello di San
Salvatore, a fine luglio. Nella graziosa frazione di Poggio
Cupro vengono allestiti degli stand per la vendita dei
prodotti tipici e del vino ed organizzati giochi e
intrattenimenti vari.
Festa di San Giovanni - si tiene a fine agosto in
onore di San Giovanni. Anche in quest'occasione è possibile
degustare, negli stand appositamente allestiti, il vino
Verdicchio.
Festa del beato Angelo - si celebra presso
l'abbazia del Beato Angelo il 15 agosto. E' la festa
tradizionale che più ricorda la civiltà contadina di un
tempo. Vengono organizzati giochi popolari che rievocano i
lavori agricoli.