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CASTELBELLINO


Castelbellino, piccolo gioiello delle colline della Vallesina, offre natura e storia, pace e silenzio, a pochi chilometri dal frastuono della città. Elevato su un cucuzzolo che domina il fiume Esino, a 267 metri sul livello del mare, il paese si estende su di un territorio di appena 5,9 chilometri quadrati, che ne fa il più piccolo Comune della provincia di Ancona. Comode le vie di collegamento con i centri vicini come Jesi, a soli 15 chilometri, o con il capoluogo Ancona, che dista 45 chilometri. Castelbellino è infatti servito dalla stazione ferroviaria e dalla superstrada, entrambe immediatamente a valle del poggio su cui di erge il centro collinare.


La Storia

Per le origini di Castelbellino occorre far riferimento a tempi remoti: nel territorio dove oggi sorge il Comune erano presenti insediamenti umani fin dalla preistoria, come testimoniano diversi ritrovamenti archeologici, fra cui alcuni abbastanza recenti. Le prime notizie storiche del castello risalgono all'alto medioevo, quando una ricca e potente famiglia di origine longobarda, gli Attoni, che dominava allora Jesi e gran parte della Valle dell'Esino, decise di fondare un castello sulla collina per esercitare meglio i suoi diritti feudali nella fertile zona circostante. L'anno 1194 segna l'ingresso di Morro Panicale nell'ambito del dominio di Jesi. Durate le aspre lotte fra guelfi e ghibellini Morro Panicale parteggiò sempre per questi ultimi, appartenendo ancora alla famiglia fanaticamente ghibellina degli Attoni. Divenne allora, per gli esponenti di quella fazione, una roccaforte ed un sicuro rifugio quando le sorti della lotta erano sfavorevoli. Verso la metà del XIV secolo, per essersi schierato contro il riorganizzato e vittorioso esercito del cardinale Albornoz, il Castello venne distrutto e i capi ghibellini esiliati. Tenacemente ricostruito, dovette però di nuovo far fronte ad un episodio del genere nell'anno 1517. Verso la fine del XVII secolo sorsero le prime abitazioni fuori le mura del castello e nel pendio, volto a sud, si aprì una piazza, per quei tempi molto grande, fiancheggiata da un piccolo mercato coperto. Con la discesa dell'esercito napoleonico, Castelbellino insieme con Maiolati e Monte Roberto cadde sotto la giurisdizione del Cantone di Apiro. Nel 1860 divenne libero Comune ed uno dei primi ad avere una giunta provvisoria di governo. Se nel passato la maggior parte della popolazione risiedeva nel capoluogo e nelle case sparse in campagna, oggi, quella interessata da una notevole espansione è la zona pianeggiante.


Cosa Vedere

Le mura castellane, del XV secolo, si mostrano ancora imponenti ed austere anche se dell'antico tracciato, di forma ovale, rimane assai poco: si possono ancora ammirare tratti di cortina a scarpata, una torre a pianta quadrata e la porta del castello, anticamente fortificata ma che ha perduto ogni aspetto militare. Di fronte alle mura, nel lato sud, in piazza San Marco, si apre su un ampio panorama-belvedere una graziosa loggetta rinascimentale, un tempo adibita a mercato coperto. Giunti sulla sommità del castello, attraversando l'antico arco di via Proferno, si scopre un altro belvedere, da dove l'occhio spazia sull'ampia vallata dell'Esino. Suggestivo ed obbligato, a questo punto, il giro per i vicoli del borgo antico, che conservano tutto il fascino dei tempi passati. Fra gli altri monumenti di interesse artistico, oltre a Palazzo Berarducci, dei primi decenni del Seicento, oggi sede comunale, vanno annoverate le due chiese: la parrocchiale di San Marco evangelista, in stile neoclassico a navata unica, costruita tra il 1767 e il 1787 dall'architetto Mattia Capponi e Santa Maria delle Grazie, degli inizi del Cinquecento, restaurata intorno al 1620, che contiene un notevole affresco.

Museo del Capoluogo
Il museo, attualmente collocato al piano terra del palazzo comunale, verrà trasferito presso palazzo Coppetti, ex dimora gentilizia dei marchesi Pianetti di Jesi. Si tratta di una piccola ma significativa raccolta che comprende tele del Cinquecento e del Seicento e alcune delle testimonianze archeologiche di epoca romana portate alla luce nel territorio comunale (il cui nucleo più consistente è oggi conservato nel Museo archeologico nazionale delle Marche di Ancona).
Di particolare interesse sono una "Madonna del Rosario" di Benedetto Nucci (1515-1587), proveniente dalla chiesa cimiteriale, e una "Crocifissione con San Girolamo e Maria Maddalena" attribuita ad Ernest van Schayck, proveniente da Santa Maria delle Grazie. Di autore ignoto è una "Sacra conversazione" mentre è stato attribuito sempre a van Schayck il dipinto raffigurante "San Michele con S. Carlo Borromeo e San Benedetto", proveniente ancora dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie.
Nella stessa sala sono anche esposti alcuni dei reperti archeologici rinvenuti nel territorio comunale: si tratta di materiali d'epoca romana, in gran parte frammenti, raccolti nel luogo di un presunto tempio pagano. Si possono ammirare resti di laterizi, di mosaico pavimentale, di decorazioni architettoniche, insieme con ceramiche e resti di anfore approssimativamente databili tra il I secolo avanti Cristo e il I dopo Cristo.


Sagre paesane e feste 

Festa del Ferragosto - si tiene in genere dal 13 al 15 agosto ed è caratterizzata da stand gastronomici in cui si assaggiano i prodotti tipici locali, tra cui il Verdicchio. Si tengono spettacoli in piazza con illusionisti e cabarettisti. La festa è accompagnata da musica e danze.

Festa della Quercia - si svolge nei tre giorni precedenti all'ultima domenica di agosto, ed il ricavato della manifestazione viene devoluto in beneficenza. Anche in questo caso vi sono stand gastronomici dove si possono degustare i piatti della tradizione marchigiana. Intrattenimenti musicali fanno da sfondo a spettacoli e sfilate varie.

Festa di Nostra Signora di Lourdes -si svolge nella frazione Pantiere il martedì successivo alla Pasqua. Durante la mattina si svolgono le celebrazioni religiose con la tradizionale processione mentre nel pomeriggio vengono allestiti stand gastronomici, che attirano ogni anno migliaia di visitatori. In serata spettacolo pirotecnico.


Le aziende

Azienda vinicola Umani Ronchi
La sede principale si trova ad Osimo Scalo.

 

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